ATP Roma 2026: Tênis é uma Corrida
Luciano Darderi, numero 20 del ranking ATP e quarto tennista italiano, si prepara ad affrontare gli Internazionali d’Italia di Roma. Il giocatore, cresciuto al Forma Center, ora Villa York Sporting Club, dove il padre Gino faceva il maestro, ha concesso un’intervista prima di iniziare l’allenamento.
Darderi ha parlato del sorteggio del tabellone. Grazie al bye al primo turno, avrà giorni di riposo extra. Al secondo turno lo aspetta il vincitore tra Hubert Hurkacz e Yannick Hanfmann. “Troverò il vincente tra Hurkacz e Hanfmann. Chiaramente aspettiamo di vedere chi vincerà, ma c’è un giocatore contro cui ho perso qualche settimana fa a Monte Carlo. Sono comunque pronto a scendere in campo per lottare e divertirmi. Questa è la settimana più bella dell’anno: la gente, la famiglia, il tifo. È un momento che aspetto tanto”, ha detto.
Il tennista ha spiegato cosa significa giocare a Roma. “Fin da quando metto piede in città sento qualcosa di diverso. Per me è sempre il torneo che venivo a vedere da piccolo. Ho vissuto qui per tanti anni e mi fa un effetto speciale. Ci sono tanti amici sulle tribune, persone che magari mi vengono a vedere solo in questa occasione durante l’anno. C’è anche un po’ di pressione, questo capita non solo a me ma a tutti gli italiani che giocano qui e hanno aspettative alte. Non è un torneo facile. Io scenderò in campo da numero 20 del mondo e numero quattro in Italia. Se da un lato ci sono le aspettative da rispettare, dall’altro il fatto che ci siano anche tanti altri italiani forti alleggerisce un po’ di pressione. È una chance da non sprecare. Qui nel 2024 ho perso con Zverev, che poi ha vinto il torneo, ma avevo giocato buonissime partite contro Navone e Shapovalov. Lo scorso anno sono uscito con Draper, che era numero 4 o numero 5 del mondo. Quando ho avuto modo di giocare con giocatori al mio livello ho sempre vinto e questo mi dà un po’ di tranquillità in più. Ho giocato al massimo e non mi sono bloccato.”
Sul suo futuro, Darderi ha detto: “Il ranking dice che io oggi sono il numero 20. Quello è solo un numero. Noi lavoriamo sempre per andare avanti. Io penso di poter raggiungere la Top 10. Devo dire che tempo fa non pensavo di arrivare in top 20, ma adesso sento che l’obiettivo è vicino e vogliamo andare ancora avanti. Sono le 9-10 posizioni più difficili da scalare, ma pensavo la stessa cosa quando ero numero 30. Più ti avvicini alla vetta, più è difficile.”
Darderi ha anche parlato della gestione del fattore mentale e fisico. “Per trovare un po’ di serenità quest’anno abbiamo deciso di cambiare qualcosa e di non giocare i Challenger in mezzo ai tornei 1000. Per me è molto importante. Non ho avuto bisogno di giocare. Ho saltato delle settimane che invece negli scorsi anni mi vedevano sempre in campo e questo mi consente di stare un po’ più tranquillo e sicuro. Sento di avere più tempo per allenarmi e per recuperare. Mi aiuta tantissimo a staccare mentalmente. Quest’anno non ho giocato tra Indian Wells e Miami, non ho giocato Cagliari. Certo, avrei potuto accumulare qualche punto in più, ma riposare a livello fisico e mentale sta diventando fondamentale. A volte ti fai male fisicamente perché sei costretto a giocare senza sosta, non ti alleni e non ti riposi. Io cerco di allenarmi anche durante i tornei e penso sia una mia bella qualità.”
Il tennista ha concluso parlando delle superfici. “Sono nel circuito a buoni livelli da tre anni, quindi non posso parlare di com’erano i campi di dieci o vent’anni fa. Da quello che ascolto da chi c’era, sui quattro Slam adesso le superfici sono effettivamente abbastanza simili tra loro. Penso che esista ancora una differenza soprattutto nei tornei 250, dove puoi trovare delle condizioni un po’ particolari: magari a Auckland il cemento è più lento mentre a Brisbane la palla viaggia più veloce.”